Lodovica San Guedoro, senza disporre di protezioni, sembra diventata una presenza fissa al più prestigioso premio letterario italiano: come si spiega ciò?

Che sia il valore dei suoi libri a permetterle di trovare ogni volta un giurato (o due) disposto a presentarla? E, se così fosse, non sarebbe il caso che la stampa nazionale desse risalto alla cosa in modo da indurre il Comitato Direttivo a includerla finalmente nella dodicina?


Fra l’altro L.S. Guedoro si è distinta nella mirabile traduzione di “H-Come Hitler vedeva i suoi Tedeschi”, il romanzo di Johann Lerchenwald da poco uscito nelle Edizioni Jouvence, un libro destinato a far molto rumore e a polarizzare l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori.

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Un commento

  1. Da “Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé…” ad “Amor che torni…”: un’unica storia scritta con infinita dolcezza mista ad intensi sentimenti da Lodovica San Guedoro.

    Maria Teresa Iudica

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