Roma Jazz Festival, per annullare confini

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Dal 1 novembre al 1 dicembre, tra i nomi Shepp, Holland e Fresu

(ANSA) – ROMA, 2 OTT – “In questo momento storico ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, per questo ho voluto che l’edizione di quest’anno del Roma Jazz Festival avesse come titolo No Borders – Migration and integration”. Così Mario Ciampà, direttore della manifestazione, ha presentato la rassegna che dal 1 novembre al 1 dicembre animerà diversi luoghi della capitale: Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz, Monk, Alcazar. “Per raggiungere le diverse fasce di pubblico”, spiega Josè Dosal, ad Fondazione Musica per Roma.

Calendario fitto, con artisti affermati e giovani emergenti. Si va da icone della storia del jazz come Archie Shepp, Abdullah Ibrahim, Dave Holland, Ralph Towner e Gary Bartz a esponenti della nuova scena come Kokoroko, Moonlight Benjamin, Donny McCaslin, Maisha e Cory Wong. Tante le donne, come Dianne Reeves e Carmen Souza. Poi i Radiodervish e l’ensemble Mare Nostrum con Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren. In programma anche il tributo a Leonard Bernstein di Gabriele Coen.

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